Ildegarda di Bingen (1098-1179)

ildegarda_di_bingen-wikiHildegard von Bingen nasce nell’estate del 1098, ultima di dieci fratelli, nei pressi di Alzey nell’Assia Renana in Germania, in una famiglia di nobili.
Ad otto anni, essendo Ildegarda di salute cagionevole, i genitori, Ildeberto e Mathilde Bermershein l’affidano al Monastero Benedettino di Disibodenberg, come allieva di Jutta, una giovane aristocratica ritiratosi in convento, che l’avvierà alla curiosità del sapere, e che sarà determinante nelle scelte che farà nella vita, come sarà determinante il monaco Volmar, assistente spirituale del convento e poi suo segretario, che la incoraggerà sempre a scrivere.
Sospinta da Jutta e grazie alla disponibilità della ricca biblioteca passa il suo tempo nel monastero allo studio.
Diventa suora a diciotto anni, “magistra” nel 1136, in sostituzione di Jutta, morta nel frattempo, e poi badessa.
Fin da bambina è coinvolta in esperienze visionarie, che l’accompagneranno per tutta la vita, le chiama “visioni di anima”, e le permettono di elaborare in senso cognitivo un percorso di pensiero fatto non di solo studio, ma di percezione e di intuizioni e che determineranno la sua filosofia, la sua poetica, la sua scrittura, la sua mistica e la sua personalità.
La sua esperienza è di natura profetica, non un’ unione dell’anima con Dio, ma
l’assunzione del ruolo d’ intermediaria tra Dio e l’umanità.
Anche se spesso si dichiara “incolta” è invece una donna di grande cultura, oltre a seguire i suoi interessi personali, si forma una cultura tradizionale che le permetterà di sostenere il suo ruolo di azione e di autorità.
Conosce le arti del Trivio (grammatica, dialettica e retorica) e quelle del Quadrivium (aritmetica, geometria, astronomia e musica), le sacre scritture, il latino, le scienze, e la filosofia sia cristiana che pagana, e si interessa inoltre di medicina.
Inquieta nel suo personale interpretare la vita monastica, reagisce ai costumi e alle regole del tempo e avvia una vita monastica non claustrale, ma di conversazione, di studio e di predicazione tra la gente.
Crea nel 1150 una comunità monastica femminile a Rupertsberg, nelle vicinanze del monastero e successivamente fonda nel 1165 un nuova struttura a Eibingen, dove cura ogni particolare dalla costruzione alla organizzazione.
Ildegarda è una monaca controcorrente e anticonformista, ma determinata, affascinante e convincente, tanto che riesce sempre a conquistare la benevolenza delle persone potenti, sia religiose che civili.
Personalità forte, scrive, discute, consiglia politici e grandi prelati.
Intraprende, tra il 1159 ed 1170, dei viaggi di predicazioni in tutta la Germania, Francia orientale e Belgio, lasciando con i suoi sermoni sempre tracce del suo pensare mistico e visionario.
È suora, scrittrice, musicista, cosmologa, filosofa, artista, drammaturga, guaritrice,
linguista, naturalista, filosofa, poetessa, consigliera politica, profetessa e compositrice.
Tra l’altro inventa un alfabeto personale, ed una lingua originale “Lingua Ignota”
Litterae_ignotae(lingua sconosciuta), una delle prime lingue artificiali create dall’essere umano, che usa in particolare nella sua comunità.
Muore il 17 settembre 1179, seppellita dapprima nel monastero di Rupersberg, i suoi resti sono raccolti in seguito nella cappella del priorato di Bingen, dove ancora oggi sono conservati.
Beatificata nel 1324, e proclamata santa a furor di popolo, malgrado quattro procedure non risulta ancor oggi canonizzata, rimanendo quindi a livello di sola beatificazione.

[ © LdV ]

"O uomo, guarda l’uomo: egli contiene in sé il cielo e le altre creature;
è una forma e in lui tutte le cose sono implicite."

Nota di Lorenzo de Vanne
Lo studio di questa Donna di Poesia ha comportato un lavoro di ricerca e di analisi complesso, sia per la particolarità della figura stessa, sia per il materiale consultabile.
Ildegarda è una mistica molto particolare,e scrive per tradurre in parole i suoi pensieri, ora visionari ora emozionali.
La sua poesia diventa quasi sempre poi un canto, una melodia sacra: sono brevi testi, scritti in latino colto, singolare, con un lessico simbolico, che conduce a diverse interpretazioni.
Io ho scelto alcuni testi tra quelli reperibili, che dal latino, con molta difficoltà ho tradotto in italiano, e sempre, nel mio procedere ho avuto la sensazione che quello che stavo leggendo e traducendo, fosse soltanto un involucro, un tabernacolo di quanto volesse veramente esprimere l’autrice.
La sua religiosità è indiscutibile, il suo pensiero d’evangelizzazione altrettanto chiaro, ma sento nei suoi scritti, una particolare percezione dell’essere umano in una maniera nuova per quel tempo, ed in particolare il sentire la donna, e la sfera del desiderio nella donna.
Ne sentiva e ne riconosceva la sacralità esprimendola poi attraverso i suoi canti a Maria, o alla verginità, o al sacro.
Preso da queste sensazioni, mi sono trovato davanti ad un testo (O clarissima mater…) un po’ confuso, tanto fa farmi travolgere, io stesso, dalla interpretazione “visionaria” o meglio “simbolista” del testo, del contenuto del testo, da procedere di conseguenza su due direzioni, che mi hanno condotto a due differenti versioni
La prima versione, diciamo logica e strutturale in riferimento al testo originale, mentre la seconda versione invece realizzata in “l’apnea” di questo vedere visonario…o simbolico, in una sensazioni di…"oltre”.
Troverete le due versioni alla fine dei testi poetici.
Non ritengo la cosa blasfema, né verso Ildegarda, né verso l’argomento trattato, e quindi affronto questo mia iniziativa con molta serenità, aspettandomi da voi, un parere sereno, e sincero.

ARROSSENDO

Quando tu chiamerai con voce limpida
avanzeranno
arrossendo dei loro figli
nel loro viaggio d’incertezza,
salvando così gli uomini
da questo malvagio inganno

CUM ERUBUERINT
Cum erubuerint
infelices in progenie sua,
procedentes
in peregrinatione casus,
tunc tu clamas clara voce,
hoc modo homines elevans
de isto malitioso casu.

L’AMORE ABBONDA

L’amore (divino) abbonda in ogni cosa
dal punto più profondo
a quello più sublime
oltre le stelle
e pieno è d’amore verso tutto
che al supremo Re
donò il bacio della pace
.

CARITAS ABUNDAT
Caritas abundat in omnia,
de imis excellentissima
super sidera,
atque amantissima in omnia,
quia summo Regi
osculum pacis dedit.

O STUPENDI VISI

O stupendi visi
voi che ammirate Dio e vi ergete nell’aurora (edificate all’aurora)
o beate vergini, voi che siete di grande nobiltà.
In tutto ciò il Re si è contemplato
e su di voi ha previsto tutti gli ornamenti celesti
come anche siete voi un giardino molto gradevole
odoroso di ogni bellezza.

O PULCHRAE FACIES.
O pulchrae facies,
Deum aspicientes et in aurora aedificantes,
o beatae virgines, quam nobiles estis.
In quibus Rex se consideravit,
cum in vobis omnia caelestia ornamenta praesignavit,
ubi etiam suavissimus hortus estis,
in omnibus ornamentis redolentes.

O NOBILISSIMA VIRIDITAS

O nobilissima viriditas, che hai radici nel sole,
e che riluci nella veste bianca della serenità
sulla ruota
che nessuna estensione terrena
contiene,
circondata dall’amplesso dei divini misteri.
Risplendi come la rossa aurora
E ardi come la fiamma del sole.

O NOBILISSIMA VIRIDITAS
O nobilissima viriditas,
quae radicas in sole,
et quae in candida serenitate luces
in rota,
quam nulla terrena excellentia
comprehendis,
tu circumdata es
amplexibus divinorum mysteriorum.
Tu rubes ut aurora,
et ardes ut solis flamma.

O ROSSO SANGUE

O rosso sangue
che scorri dall'alto
dove la divinità ti seduce.
Tu sei un fiore
che il respiro gelido del serpente
non può mai ferire

O RUBOR SANGUINIS
O rubor sanguinis
qui de excelso illo fluxisti,
quod Divinitas tetigit,
tu flos es,
quens hiems de flatu serpentis
nunquam laesit.

O CLARISSIMA MATER     (versione canonica)

O Madre raggiante di sacra medicina!
attraverso il tuo santo Figlio ci hai spalmato gli unguenti
sulle ferite che gemono di morte
che Eva ha aperto nel tormento delle anime.

Tu hai distrutto la morte,
costruendo la vita.
Prega per noi attraverso il tuo bambino,
Maria, stella del mare.

O strumento di vita
O ornamento di gioia,
la dolcezza di tutti i piaceri
che mai manca in te.
Prega per noi attraverso il tuo bambino,
Maria, stella del mare.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Prega per noi attraverso il tuo bambino,
Maria, stella del mare.

O CLARISSIMA MATER    (versione visionaria-simbolista)

O Madre splendente di sacro medicamento,
attraverso il tuo ventre
ci hai spalmato di unguenti
sulle ferite che gemono di sangue
che Eva [Lilith] ha aperto nel inquietudine dell’anima.

Tu hai distrutto la morte,
edificando la vita.
Difendici attraverso il tuo ventre
Donna, stilla di mare.

O strumento di vita
ornamento di gioia,
miele di tutti i piaceri
che dentro di te mai manca.
Difendici attraverso il tuo ventre
Donna, stilla di mare.

Onore al Prima, al Dopo, e al Sacro Respiro.
Difendici attraverso il tuo ventre
Donna, stilla di mare.

O CLARISSIMA MATER
O clarissima mater sanctae medicinae,
tu unguenta per sanctum Filium tuum
infudisti in plangentia vulnera mortis,
quae Eva aedificavit in tormenta animarum.
Tu destruxisti mortem
aedificando vitam.

Ora pro nobis ad tuum Natum
stella maris, Maria.

O vivificum instrumentum et laetum ornamentum
et dulcedo omnium deliciarum, quae in te non deficient.

Ora pro nobis ad tuum Natum
stella maris, Maria.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto.

Ora pro nobis ad tuum Natum
stella maris, Maria.

Tra le opere rimaste a noi ci sono oltre un centinaio di lettere a imperatori, a papi, vescovi, suore, e a nobili, ha scritto 72 canzoni tra cui una commedia in musica, fatto questo straordinario in quel tempo, dal titolo “Ordo Virtutum” dove mostra come un animo umano si allontana dalla Virtù per seguire il Diavolo, non potendo trovare la felicità torna alla Virtù.
Inoltre ci ha lasciato circa settanta poesie e nove libri, dei quali due sono i libri di consigli medici e farmaceutici, sul funzionamento del corpo umano e le proprietà delle erbe varie.
Ha anche scritto un commento sui Vangeli e un altro sul Credo di Atanasio.
Le sue liriche, la musica, il teatro così come alcuni scritti minori sono essenzialmente
hildegard-musiclegate allo svolgersi dell’anno liturgico, agli aspetti della vita comunitaria, compresi gli eventi dolorosi, come la morte.
Ma le sue opere principali sono tre libri di teologia: “Scivias” (Conosci le vie), “Liber Vitae Meritorum” (Libro dei meriti della vita), e “De Operatione Dei” (Libro delle opere divine).
Tutti e tre, ed in particolare il primo ed il terzo, fanno riferimento alle sue visioni, e sono scritti, su sollecitazione del monaco Volmar quando aveva già quarant’anni.
Sono riflessioni, spunti di pensiero filosofico, che si basano sulla sua esperienza di “visionaria”
Le visioni nelle sue descrizioni sono spesso enigmatiche ma profondamente coinvolgenti ed emozionanti.
In questi suoi libri sviluppa, uno dei suoi pilastri del suo pensiero, ovvero il concetto di “Viridas”, l’energia vitale intesa come rapporto filosofico tra l’uomo (con le sue riflessioni ed emozioni) e la natura (preziosa alleata per la sua salute).
Inoltre in questi suoi scritti emerge anche un aspetto importante del suo pensiero, ovvero l’idea di un Dio-Spirito dalle valenze femminili: il cosmo come grande uovo, e con la divinità chiaramente connotata come femminile che lo riscalda, lo feconda e lo rende vivo.
Sostiene inoltre che la verginità è il più alto livello della vita spirituale anche se si occupa della vita profana, come la maternità e il piacere dell’atto coniugale, che ne riconosce il fine sacro e universale.
Affronta, tra l’altro, in uno dei suoi libri, il piacere, e ne distingue le caratteristiche filosofiche, fisiologiche, ed erotiche.
"Quando nel maschio si fa sentire l'impulso sessuale (libido), qualcosa comincia come a turbinare dentro di lui come un mulino, poiché i suoi fianchi sono come la fucina in cui il midollo invia il fuoco affinché venga trasmesso ai genitali del maschio facendolo bruciare … Ma nella donna il piacere (delectatio) è paragonabile al sole, che con dolcezza, lievemente e con continuità imbeve la terra del suo calore, affinché produca i frutti, perché se la bruciasse in continuazione nuocerebbe ai frutti più che favorirne la nascita. Così nella donna il piacere con dolcezza, lievemente ma con continuità produce calore, affinché essa possa concepire e partorire, perché se bruciasse sempre per il piacere non sarebbe adatta a concepire e generare. Perciò, quando il piacere si manifesta nella donna, è più sottile che nell'uomo…"(da Liber causae et curae)
Studiosi moderni affermano che il pensiero di Ildegarda pone una stretta e sottile associazione tra musica e corpo femminile, la poesia e la sua musica riguardano l’anatomia del desiderio femminile, dandone dei connotati elevati e suggestivi, che ricorda, sotto certi aspetti, un’ altra grande interprete antica della femminilità, Saffo.
La sua sensibilità alla natura femminile ne fanno una grande interprete del suo
dal film vision di vanTrottaesprimere liberamente le idee e il pensiero, non come senso di liberazione della donna, ma come fatto naturale e di destinazione.
I suoi scritti trattano scienza, arte e religione insieme, il tutto è profondamente coinvolto in tutti e tre, e guarda a ciascuno per intuizioni che andranno ad arricchire la sua comprensione degli altri.
Il suo uso della parabola e della metafora, di simboli, immagini visive, e dei mezzi non verbali per comunicare rende il suo lavoro per raggiungere i molti che sono totalmente sordi ad approcci più standard.
Hildegard ha scritto e parlato a lungo della giustizia sociale, su come liberare gli oppressi, circa il dovere di fare in modo che ogni essere umano, fatto a immagine di Dio, ha l'opportunità di sviluppare e utilizzare i talenti che Dio gli ha dato, e per realizzare il suo potenziale innato.
La sua poesia, quasi sempre poi musicata, è spesso un insieme di gocce di erudizione, mostrando la sua cultura sia nella sua allusività profonda sia nella ricchezza del linguaggio.
[ © LdV ]

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[©traduzioni LdV] le traduzioni dal latino delle poesie di Ildegarda di Bingen qui pubblicate sono state curate da Lorenzo de Vanne


se volete saperne di più su Ildegarda potete consulatre questo sito:
http://www.letteraturaalfemminile.it/ildegardadibingen.htm

o se volete ascoltare altre composizioni musicali di Ildegrada di Bingen potete collegravi con questi video di youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=jMnXjLD7J24&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=yuy-OhRQL-c&feature=related


prima di avviare, ricordarsi di stoppare la musica di fondo del blog posto sulla colonna di destra)

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25 thoughts on “Ildegarda di Bingen (1098-1179)

  1. Caro Lorenzo, che piacevole sorpresa trovare questo nuovo articolo.,,  Trovi sempre cose interessanti e suggestive e personaggi poco noti ma molto affascinanti. Mi ha incuriosito la sua storia perchè le sue poesie sembrano scritte da una donna che conosce bene  la passione, il piacere, la carne, il sangue. Questo personaggio mi fa pensare alla stupefacente Ipazia.
    E' molto intrigante questa donna straordinaria per le sue capacità e per il tempo in cui agisce ed è soprendente che abbia potuto esprimersi come ha fatto come studiosa, guaritrice e altro senza riportarne gravi conseguenze. E' misteriorso anche questo secondo me.
    Sono tutte belle le poesie, io preferisco 'O rosso sangue' per l'intrigante concatenazione di sangue, divinità, seduzione. E' tutto come in spire, attorcigliato come il serpente, ma è fuoco vivo il risultato di questo intreccio di sangue pulsante e di respiro gelido.  Merci…Bisous.

  2. ciao Lorenzo, che bella figura di Donna Ildegarda: non la conoscevo quindi figurati mi hai mandato a nozze. Sicuramente un personaggio assolutamente unico visti anche i tempi in cui è vissuta  e la sua condizione di religiosa. Sono affascinata da  questa mia sorella che in anni così lontani ebbe tante curiosità da renderla Magistra nel sapere di quei tempi. Come Poetessa la trovo surreale, onirica e immaginifica. A volte ermerica probabilmente aperta a visioni che a cui solo lei poteva accedere e che difficilmente avrebbero potuto essere riprodotte sulla carta.
    Ti ringrazio di tutto cuore per questo post; un abbraccio mio caro
    enrica

  3. bisogna prendere un pò di tempo per leggere ogni tua parola e le poesie, e cosi a fine settimana le  rileggerò come si deve…
    un caro saluto
    Buon fine settimana!

  4. Condivido il commento di EmmaVittoria.
    Difficile aggiungere altro a ciò che magistralmente ed ampiamente hai già
    esposto.
    Sono, comunque, ammirata dalla modernità di una religiosa che può dare dei punti alle sue odierne sorelle.
    Ti ringrazio d'avermi fatto partecipe di questa storia che non conoscevo.

    Buona giornata, Lorenzo

  5. Sai Lorenzo Ildegarda è tutta spiritualità, anche se è un pozzo senza fondo di conoscenza e una donna forte e determinata non mi attira, decisamente no. Sarò particolare ma io amo le scrittrici che mi fanno vivere l'amore, che mi trasmettono quella passione senza limiti che mi affascina e mi travolge solo leggendo le loro poesie, come Elizabeth Barret. Solo lei  sa nutrire  il mio essere con il suo pensiero, solo lei mi fà sognare tutto ciò che mi piace e mi coinvolge la mente in senso molto positivo.   Ti ringrazio mio amoroso e passionale cavaliere di avermi permesso di conoscerla così profondamente. Notte, da una sttrega senza scopa.   

  6. P.S. sai dopo aver concluso il commento ho dato una rapida scorsa alle altre scrittrici e caspita ne ho trovate altre due che sono tutta passione e sensualità. Appena posso vengo a leggerle mi interessano moltissimo e ci sono dei brani che ho letto di alcune loro poesie che già mi hanno sconvolto la mente e il cuore. Penso che per stasera basta così altrimenti non esco più da questo fantastico blog. Bacio cavaliere, angelo, demone, guarda che ora mi hai fatto fare attirata dal tuo richiamo. Chissà tu già sarai tra le braccia di Morfeo dove anche io mi andrò molto presto a rifugiare. Helena  

  7. @Annelu
    In effetti la considerazione che fai, mi ha sfiorato anche a me.
    Una mistica, come lei, una vergine di corpo e mente, come si dichiara, e come rivelerebbero le cronache, scrive di passione e di piacere in modo molto profondo.
    La risposta più tempestiva è quella che è sempre troppo facile, io invec voglio analizzare un altro punto che si allaccia alla mia visone d’insieme della donna, ed in particolare della donna poetesa o filosofa che sia.
    Ovvero che il piacere è indipendente dalla esperienza del piacere, che la passione è indipendente dalla esperienza della passione, perché secondo me, è in noi, è qualcosa che fa parte di noi, ed in particolare, come dice molto bene Ildegarda, nella donna…”il sole”…stupendo…no?
    Il poi vivere passione è per alcune un ricordare, un riportare alla luce le tracce nascoste nel buio di una cultura collettiva che cerca di soffocare la creatività.
    E poi ci sono donne…come Ildegarda che sono capaci, di respirare con naturalezza questo loro essere..ovvero essere “fonte”..essere “porta”…essere “strada”, nella coscienza del piacere che conduce al divino..
    E anche l’altra cosa che evidenzi ha del magico…visto i tempi, visto le opinioni e che esprimeva è risltata immune alle eresie, alle imposizioni, e che invece è beata, e per il popolo Santa…
    Mi piace l’analisi che hai fatto di “O rosso sangue” credo che ne hai letto la profondità del significato e dell’essenza della simbologia…
    Grazie a te…della tua presenza….
    Je t’embrasse
    Lorenzo

  8. @m0rgause
    Sono contento di aver portato conoscenza a te, Donna di Conoscenza, di Donne, di Emozioni, e di Sostanza, di Poesia e di Eros..
    Credo che sia una donna che debba essere studiata ancora con più in profondità, cercare nel suo dire spesso simbolico spesso metaforico, l’essenza del suo pensiero mistico, non ne senso di bacchettona, ma di sacro…Donna colta, donna dinamica donna manager, donna leader,,,
    sono d’accordo con te nella’analisi della sua poetica, come ho scritto nella nota, ho avuto molte difficoltà nel tradurla, tanto che nell’ultima poesia, mi sono sentito di esondare…da suo schema/velo…
    mi piacerebbe sapere il tuo pensiero…in proposito
    ti abbraccio, e ti ringrazio sempre della tua presenza “interattiva”
    Lorenzo

  9. @EmmaVittoria
    Il tuo silenzio, religioso ed estatico, mi è giunto con tutta la sua forza..quella forza che sai dare sempre nei tuoi versi, e nei tuoi spazi bianchi, ora pause, ora silenzi, ma sempre sussurri…della tua presenza..
    Si…io so come sei…
    Ti abbraccio…e ti aspetto..
    Lorenzo

  10. @qualquna
    Si…cara…Ildegarda ti aspetterà…ama essere letta e ama essere guardata…
    Un abbraccio
    Lorenzo

    @mimosa49
    Si, hai ragione…
    Il tuo aver letto nelle suo esprimersi la modernità fa di Ildegarda una donna senza tempo.
    Ed i effetti ancora oggi, i suoi studi sui medicamenti naturali, i suoi concetti sulla donna, sono ripresi, come se detti ieri..
    È una monaca, particolare, il cui velo, non le nega di restare donna, poetessa, curiosa del sapere…
    Grazi a te, della tua presenza..
    Ti abbraccio
    Lorenzo

    @Gardenia
    Grazie dei tuoi complimenti, ti aspetto ancora
    Ti abbraccio
    Lorenzo

  11. @Lux_et_Tenebrae
    Mia cara e tenebrosa Elena, ti esorto a superare quel velo di spiritualità che copre la creatività di Ildegarda.
    Oltre qual velo, c’è l’oltre…
    Stavo dicendo, e ho detto anche nella mia nota sul post che questa Donna, mi ha preso molto, in termini di energia intellettuale, e che le traduzioni sono state un vero lavoro tormentato, tanto che in una poesia, l’ultima pubblicata “O carissima mater” mi sono trovato in una forma di delirio interpretativo, dove il sacro ed il profano diventa alchimia esplosiva…
    Non so se l’hai letta, se lo hai fatto, fallo ancora e poi dimmi…
    Sempre convinto, che nella spiritualità e nel misticismo, si cela una grande capacità emozionale, un senso del piacere oltre le linee del normale, un eros sottile e sacro…
    Sono sempre convinto che nel profano c’è una grande sacralità, e nel sacro c’è molto profano…
    È chiaro che ogni Donna di Poesia ha un suo modo di esprimere le proprie passioni, in funzione del ruoolo e dei tempi, Elizabeth, Contessa de Dia, Jouna Ines, Tullia, Marceline, Isabella….tutte esprimono passione..
    Quella passione che è “conoscenza”
    Sono donne, sono portatrici di passione, e di emozione.
    Al tuo risveglio, le Donne di Poesia, ti asspettono…è sempre molto bello, osservare quest’incontro magico…tra Donne….
    E tu Lux ed Tenebrae, sai bene cosa dare, e cosa prendere..
    Ti aspetto….ancora…con il tuo soffio…di strega..
    Ti bacio
    Lorenzo

  12. Caro Lorenzo a proposito di Clarissima Mater, per me  la lirica più affascinante di tutte, vorrei soffermarmi su due punti che con calma ho rivisto.
    infudisti in plangentia vulnera mortis,
     tu traduci "ferite che gemono di sangue" mentre Ildegarda traduce"gemono di morte"; sono due interpretaziobi diverse, nella tua  le ferite sanguinano , giusto, ma nella sua  gemono nel dolore eterno della Morte.E' più potente la versione di Ildegarda, in lei la morte diventa davvero la protagonista.
    Poi Stella Maris, tu traduci stilla di mare che infatti è una delle interpretazioni accettate per la Vergine. Ma in Stella Maris s.Ambrogio-credo-legge Signora, Maestra che ci guida nel mare della vita verso il cielo. Io preferisco questa ultima interpretazione, ma è solo il mio parere, Se mi viene in mente altro te lo scrivo Lore, sperando di farti cosa gradita. bacibaci enrica

  13. @m0rgause
    Cara Enrica, come al solito i tuoi interventi sono occasione di riflessione e confronto, ma vorrei precisare che le due traduzioni sono entrambi le mie, scritte ad un giorno di distanza…
    Cosa è successo? Non so…o meglio lo so, ma è difficile spiegare..ma tu comprenderai..
    La prima traduzione è quella che tiene conto delle parole, della composizione, e del contesto….la seconda invece tiene conto della sensazione visionaria e simbolica che crea…
    Hai perfettamente ragione nel tuo ragionamento…e credimi ne condivido completamente l’analisi, ed infatti io ho voluto di proposito (come dico nella mia nota nel post) anzi ho dovuto…trascrivere entrambi…
    Quale è la differenza?
    Che nella prima la donna è Maria, ed il suo magico essere, mistico e di fede..
    Che nella seconda la donna è La Donna….ed il suo magico essere senza tempo…è proprio Stella Maris, che ne da la differenza…
    Ecco io nella seconda ho percepito un voler dire tramite il sacro, altro…o meglio dell’oltre…del più oltre…
    Ti abbraccio
    Lorenzo

  14. Scusami  lorenzo ho sbagliato io: ovvio che sono tue le traduzioni, quel latino tra  l'altro è un latino non classico tipico degli acculturati del 1100, correggimi se sbaglio.
    volevo  dire, ildegarda scrive non  traduce. Mi ha trascinato  il…tu traduci.:-)Spero di essermi spiegata.per cui in definitiva preferisco la tua prima traduzione alla seconda pur tenendo nella massima considerazione  le tue ragioni.Questione di gusti, ovvio, scusami ancora ma sto lavorando e il cervello spesso  si confonde. baci
      enri

  15. no lorenzo abbi pazienza ho sbagliato io: ovvio che sono tue le traduzioni, quel latino tra  l'altro è un latino non classico tipico degli acculturati del 1100, correggimi se sbaglio, e Ildegarda non avrebbe potuto scrivere in altra lingua.
    Volevo  dire ildegarda scrive non  traduce. Mi ha trascinato  il…tu traduci.:-)Spero di essermi spiegata.per cui in definitiva preferisco la  prima traduzione alla seconda nei riguardi di questi due punti pur tenendo nella massima considerazione le tue ragioni,. Questione di gusti, ovvio, baci

  16. @m0rgause
    …ma no! Cara Enrica, non devi scusarti, è chiara la tua lettura, era solo per far capire che le mie traduzioni, sono suscettibili di grossi errori, amando io il latino, come tutte le lingue antiche, ma non sono un linguista, tanto meno del latino stesso…quindi mi metto un po’ nella graticola, ma confesso che mi piace molto l’avventura della traduzione, spesso mi avvalgo di qualche amica “specialistica” ma in questo caso non è stato possibile per una serie di problemi, e allora mi sono fatto le cose da me…
    Devo dire che grazie alla tua lettura, ho letto con altro spirito la prima versione, e sicuramente ho trovato altro, rispetto a prima.
    Ecco il bello della conversazione.
    È chiaro che Ildegarda, sia come donna, che come donna di cultura e arte, è una donna affascinante e misteriosa, il suo pensiero trapela ora chiaramente ora simbolicamente, certo è che andrebbe approfondita…
    Grazie ancora…della tua presenza
    Ti bacio
    Lorenzo

  17. Conoscevo Ildegarda per i Lapidari e la sua profonda conoscenza di erbe e rimedi naturali, ma non immaginavo avesse scritto poesie così belle. Mi attrae molto la sua capacità visionaria. Credo vada approfondita questa conoscenza anche attraverso al lettura delle sue opere a carattere saggistico e in aprticolare "Conosci le vie" che mi fa pesnare ad un altro libricino prezioso 'Ai piedi del maestro, ma questo eprchè sno molto attratta dall'aspetto spirituale della poliedrica figura di Ildegarda.
    Un caro saluto

  18. Mi piace il fatto che, in pieno Medioevo, una donna scrivesse di amor sacro e di mistica, di divino femminile e di grazia. Una Leonardo da Vinci in vesti muliebri, donna completa e colta.Incantevole post, come gli altri di questo fortunato blog.
    A te, Lorenzo, un abbraccio stretto e tanti auguri per la imminente Pasqua.

  19. Affascinante e suggestiva la poetica di questa donna, un personaggio straordinario, anche io rimango stupefatta da come abbia potuto trattare in versi così coinvolgenti l'amore e la passione.
    Particolarmente colpita dai seguenti:

    O rosso sangue
    che scorri dall'alto
    dove la divinità ti seduce.
    Tu sei un fiore
    che il respiro gelido del serpente
    non può mai ferire

    una lirica stupenda.

    Un lavoro questo tuo post, ricco d'impegno e di passione, anche la lettura e l'approfondimento che proponi è veramente appagante.
    Ci è voluto tempo, ma sapevo che queste tue pagine hanno bisogno di essere lette attentamente e meditate.
    Un viaggio senza fine.

    grazie

    frantzisca (e la mia stima)

  20. @Honissima
    Mia cara Honissima, sono contento che ricordi di questa donna di poesia, alcuni suoi altri interessi, egregiamente coltivati, e sviluppati, no conoscevo i Lapidari, e mi dai l’occasione per approfondire lo studio, mentre per il suo interesse per le erbe e per la medicina, ho potuto accertare che ancora oggi sono pubblicati manuali specifici ed anche seguiti.
    In effetti, questa capacità della visione è molto interessante, che permette di studiare meglio il fenomeno e la possibilità di interpretazione delle cose del mondo.
    I suoi libri sulle visioni, da qualche stralcio che ho avuto modo di leggere, sono veramente interessanti ed estremamente attualizzabili.
    Ti abbraccio
    Lorenzo

  21. @harielle
    Si, mia cara harielle, è sempre più sorprendete questo mio viaggio tra le donne di poesia, si fanno incontri incredibili, come per Ildegarda capace di vedere oltre certe linee stabilite dall’epoca.
    E mi conforta proprio questo che affermi, ovvero la specificità della alchimia del sacro e profano in uno spazio senza tempo.
    È solo visione? È percezione? È la magia della poesia?
    Credo che figure di questo genere andrebbero portate nelle scuole, portate alla conoscenza senza barriere…
    Peccato….che si tengano nel buio dell’oblio.
    Grazie della tua presenza.
    Lorenzo

  22. @Francescafutura
    Cara Frantzisca, sono contento del tuo apprezzamento per Ildegarda, in effetti hai saputo sintetizzare con dei versi giusti questa sua caratteristica di amore e passione…
    È chiaro che il nostro approccio per una donna di chiesa è limitata dal punto di vista che ci obbliga tutta la cultura di millenni, ma poi, si incontrano donne come lei, come Juana Inés…dove il profano ed il sacro sono separate da un filo sottile..
    È la magia dell’eros…non quello facilmente demonizzato….ma quello “filosofico”
    Grazie della tua attenzione.
    Un abbraccio
    Lorenzo

  23. Mi colpiscono il misticismo e la vasta cultura di questa donna fragile nel corpo che ha, al contrario, mostrato grande energia, eclettismo, intraprendenza, forza sociale. Una conquistatrice. Prediletta! Grande spiritualità ma anche sensorialità, una carica femminile che spiazza difronte alla sua religiosità – per i suoi tempi – ma per certi versi anche nei nostri tempi.
    Una scoperta per me, non conoscevo questa donna!
    A te il mio grazie speciale, perché il tuo impegno è grande: lo studio e la ricerca di particolari che possano ampliare la conoscenza delle tue protagoniste richiedono tempo e passione. In questo studio, più che in quelli  proposti delle altre autrici, ho percepito una forte empatia da parte tua, hai recepito i sentimenti e le emozioni di questa donna straordinaria e le hai trasmesse a noi.
    Mi affascina la tua sensibilità, complimenti per ciò che fai.
    Ti abbraccio, Roberta

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