Elizabeth Barrett Browing (1806-1861)

220px-Elizabeth-Barrett-Browning,_Poetical_Works_Volume_I,_engravingElizabeth Barrett nasce il 6 marzo 1806 nella contea di Durham, in Inghilterra, figlia di Mary Graham Clarke ed Edward Moulton Barrett, ricco proprietario di piantagioni di zucchero in Giamaica, dalle origini creole.
Elizabeth vive una infanzia felice nel benessere della bella tenuta di Malverne Hilss, insieme ai suoi undici fratelli, passa il tempo con i suoi cavalli e nello studio dei classici latini, delle opere di John Milton, di Shakespeare e Dante, diventando ben presto un’ esperta di latino, greco, filosofia e scienza.
Attratta dalla religione, impara da sola l’ebraico per poter leggere la Bibbia.
A dodici anni scrive il suo primo poema epico, ma due anni più tardi si ammala d’ una strana malattia polmonare che la tormenterà per tutta la vita, e che la costringerà a fare uso di morfina, compagna del dolore fino alla sua morte.
La morte della madre, sfinita dai numerosi parti, una rovinosa caduta da cavallo, e le conseguenza della sua malattia, costringono Elizabeth ad una vita ritirata, all’inizio quasi da inferma.
Inoltre il padre, possessivo e austero, fanatico religioso, incide pesantemente sulla vita dei figli con una assurda tirannia, li costringe ad singolare promessa: non dovranno mai sposarsi.
Anche se, fin da subito, è un convinto estimatore della creatività letteraria della figlia Elizabeth.
A causa della rivolta degli schiavi in Giamaica, la famiglia subisce una forte perdita economica, ed è costretta ad abbandonare la bella casa, cambiando dimora più volte fino ad stabilirsi a Londra..
Fino a quaranta anni, Elizabeth vive come una reclusa, gli unici compagni di solitudine sono i pochi amici, i libri, lo studio, la scrittura, la poesia, e un cagnolino di nome Flush, a cui Virginia Wolf dedicherà addirittura una biografia.
Elizabeth è una figura minuta, un sorriso semplice, grandi occhi, capelli ricci scuri, affascinante per tutti coloro che hanno la possibilità di incontrarla
Pian piano il successo e la fama la raggiungono ugualmente, suscita ammirazione anche oltre oceano, e dalla sua dimora solitaria comincia a corrispondere con vari letterati, tra cui il poeta inglese Robert Browing.
I due si scrivono lettere bellissime, nel 1845 si incontrano, e subito s’innamorano,
imagesCAZEKT7Scontro la volontà del padre, che ostacolerà e maledirà per sempre quest’amore.
La loro storia d’amore è una delle più belle del secolo, fuggono in Italia, accompagnati dalla inseparabile Flush.Si stabiliscono a Firenze, e qui comincia per Elizabeth una nuova vita, non facile ma sempre molto creativa, si sposa e ha un figlio di nome Pen.
Scrive molto, poesie, saggi politici, e trattati sulla condizione della donna e sul lavoro minorile.

Insieme al marito, si interessa della politica italiana ed è una convinta sostenitrice del risorgimento italiano.
Le sue condizioni di salute, solo periodicamente buone durante il suo soggiorno
fiorentino, si aggravano nel 1861, e il 29 giugno, tra le braccia del marito muore.
Viene sepolta in una bellissima tomba di marmo di Carrara nel cimitero degli Inglesi a Firenze, dove ancora oggi riposa.

[ © LdV ]

"SONETTI DAL PORTOGHESE" – SONETTO 43

Come ti amo? Lasciami dire in quanti modi.
Ti amo nella profondità, nell' ampiezza e nell'altezza
che la mia anima può raggiungere, quando si sente sola
ai confini dell' Esistenza e della Grazia ideale.
Ti amo nella quotidiana e serena necessità, con il sole e alla luce della candela.
Ti amo in libertà, come chi lotta per la Giustizia;
ti amo semplicemente, come chi evita la Lode.
Ti amo con la passione che usavo mettere
nei miei vecchi dolori, e con la fiducia della mia fanciullezza.
Ti amo con un amore che credevo di aver smarrito,
con i miei perduti santi,- ti amo con i sospiri,
i sorrisi, le lacrime, di tutta la mia vita! – e, se Dio vuole,
ancor di più ti amerò ben oltre la morte.

“SONNETS FROM PORTOGUESE” – SONNET 43
How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of Being and ideal Grace.
I love thee to the level of everyday's
Most quiet need, by sun and candle-light.
I love thee freely, as men strive for Right;
I love thee purely, as they turn from Praise.
I love thee with the passion put to use
In my old griefs, and with my childhood's faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints,—I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life!—and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

"SONETTI DAL PORTOGHESE" – SONETTO 12

In verità questo grande amore è il mio vanto,
che, quando sale dal petto alla fronte,
mi incorona di porpora tanto
da attirare gli occhi degli uomini e mostrare la sofferenza interiore, –
anche se questo amore, per me è il massimo
non dovrei tuttavia amare, finché tu
non mi abbia dato una prova, e raccontato di
quando per la prima volta i tuoi occhi sinceri si sono incrociati con i miei,
e l'amore chiamò l'amore. E perciò, non posso nemmeno
parlare d'amore, come qualcosa di bello che mi è proprio
la tua anima ha reso la mia, completamente debole e incerta,
e l'ha posta accanto a te su un trono d'oro, –
E quello che amo (O anima, dobbiamo essere pazienti!)
è solo in te, il solo che amo.

“SONNETS FROM PORTOGUESE” – SONNET 12
Indeed this very love which is my boast,
And which, when rising up from breast to brow,
Doth crown me with a ruby large enow
To draw men's eyes and prove the inner cost,—
This love even, all my worth, to the uttermost,
I should not love withal, unless that thou
Hadst set me an example, shown me how,
When first thine earnest eyes with mine were crossed,
And love called love. And thus, I cannot speak
Of love even, as a good thing of my own:
Thy soul hath snatched up mine all faint and weak,
And placed it by thee on a golden throne,—
And that I love (O soul, we must be meek!)
Is by thee only, whom I love alone.

"SONETTI DAL PORTOGHESE" – SONETTO 14

Se devi amarmi, per null’altro sia
che solo per amore. Non dire mai
''L'amo per il suo sorriso, per il suo sguardo, per il suo modo
dolce di parlare, per il suo pensiero
che si accorda bene con il mio,
che in quel giorno mi ha dato una piacevole serenità-
Queste son cose che possono mutare,
mio Amato, in se o per te, e un amore
così plasmato potrebbe poi disfarsi.
Non amarmi per pietà delle lacrime
che vorresti vedere asciugate sulle mie guance, –
Una creatura, che ha goduto a lungo del tuo conforto,
potrebbe dimenticare di piangere e in tal modo perdere il tuo amore!
Ma amami per il piacere di amare, che per sempre
tu possa amarmi, nell'eternità dell'amore.

“SONNETS FROM PORTOGUESE” – SONNET 14
If thou must love me, let it be for nought
Except for love's sake only. Do not say
'I love her for her smile—her look—her way
Of speaking gently,—for a trick of thought
That falls in well with mine, and certes brought
A sense of pleasant ease on such a day'—
For these things in themselves, Beloved, may
Be changed, or change for thee,—and love, so wrought,
May be unwrought so. Neither love me for
Thine own dear pity's wiping my cheeks dry,—
A creature might forget to weep, who bore
Thy comfort long, and lose thy love thereby!
But love me for love's sake, that evermore
Thou mayst love on, through love's eternity.

EBB_letter_1XX400La poesia di Elizabeth è tenue, vellutata nello stile, nello stesso tempo quasi violenta nella forza dell’amore che esprime.
Costruisce metafore in modo tutto originale, rivelando una percezione di questa figura retorica molto personale.
Già a dodici anni ha scritto il suo primo poema epico in quattro sonetti in rima baciata, ma il successo lo raggiunge con “Poems”(1844), una opera che le permette di essere conosciuta in tutto il mondo e di essere considerata la più importante poetessa inglese dell’ottocento.
Ma è con l’avvento di Robert, e la loro bellissima storia d’amore, che scrive il suo capolavoro “Sonetti dal portoghese”(1850) liriche intense e colme di alto romanticismo.
La critica ritiene i Sonetti la raccolta di poesie d’amore in inglese più famosa, e ne riconosce il valore come il miglior lavoro di Elizabeth.
È stata paragonata per il suo stile sognante e fantasioso a Shakespeare e per il suo stile della forma a Petrarca.
I suoi Sonetti scritti parallelamente alle lettere scambiate con Robert, contengono versi d’amore intensi e rivoluzionari, la donna diventa soggetto attivo e dominante e l’uomo è trasformato in oggetto d’amore, al quale indirizza con audacia le pulsioni e i desideri, e di fronte al quale afferma e rivendica il proprio diritto all’amore.
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Nella sua intensa attività poetica affronta l'oppressione degli italiani dagli austriaci, le ingiustizie sociali del lavoro minorile nelle miniere e nei mulini inglesi, e dello schiavismo.( "Casa Guidi Windows" nel 1851, "Aurora Leigh" nel 1856 e "Poems before Congress" nel 1860).
In molte sue opere, inoltre Elizabeth sviluppa il tema della religione,che sente elemento portante della coscienza umana e convinta della potenza poetica delle parole di Cristo.
Tutte le sue opere, insomma, risentono della sua inquietudine, dovuta ad una vita singolare, di sofferenza, di solitudine e di silenzi, ma nel suo scrivere, in particolare nel suo scrivere d’ amore, si trova un lessico semplice , elegante e raffinato, una delicata alchimia di classicità e suggestioni romantiche, costruendo versi melodiosi anche penalizzando qualche volta le regole della metrica, è nei versi d’amore, che esprime al meglio l’immaginario e la sensibilità femminile, riuscendo a far emergere emozioni significative,e a trasmettere con efficacia lo spessore di questo sentimento sbocciato dopo una lunga e frustrante solitudine, e dei desideri che pulsano nei cuori e nella carne delle donne.
È ispirazione di molti poeti dell’epoca, tra cui Edgar Allan Poe, e la grande poetessa americana Emily Dickinson, che l’ammirava per la sua grande capacita di vivere la sofferenza, e poi l’amore, con grande forza e femminilità.

[ © LdV ]

Pubblicazioni durante la sua vita:

• 1820: The Battle of Marathon: A Poem . Privately printed
• 1826: A Essay On Mind, with Other Poems . London: James Duncan
• 1833: Prometheus Bound, Translated from the Greek of Aeschylus,and Miscellaneous Poems . London: AJ Valpy
• 1838: The Seraphim, and Other Poems . London: Saunders and Otley
• 1844: Poems (UK) / A Drama of Exile, and other Poems (US). London: Edward Moxon. New York: Henry G. Langley
• 1850: Poems ("New Edition," 2 vols.) Revision of 1844 edition adding Sonnets from the Portuguese and others. London: Chapman & Hall
• 1851: Casa Guidi Windows . London: Chapman & Hall
• 1853: Poems (3d ed.). London: Chapman & Hall
• 1854: Two Poems : "A Plea for the Ragged Schools of London" and "The Twins". London: Bradbury & Evans
• 1856: Poems (4th ed.). London: Chapman & Hall
• 1857: Aurora Leigh . London: Chapman and Hall
• 1860: Poems Before Congress . London: Chapman & Hall
• 1862: Last Poems . London: Chapman & Hall

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[©traduzioneLdV] le traduzioni dalla lingua originale inglese delle tre poesie di Elizabeth Barrett Browing sono state curate da LdV (Lorenzo de Vanne) in collaborazione di ALS (Anna Luna Sofi).



se volete potete saperne di più leggendo la bliografia in questo sito in inglese:
http://en.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Barrett_Browning

o potete consultare questo altro sito in lingua italiana:
http://www.francescasantucci.it/elizabethbarrettbrowning.htm

e se volete leggere tutte le sue opere, in lingua inglese:
http://www.poemhunter.com/elizabeth-barrett-browning/poems/page-1/