Ildegarda di Bingen (1098-1179)

ildegarda_di_bingen-wikiHildegard von Bingen nasce nell’estate del 1098, ultima di dieci fratelli, nei pressi di Alzey nell’Assia Renana in Germania, in una famiglia di nobili.
Ad otto anni, essendo Ildegarda di salute cagionevole, i genitori, Ildeberto e Mathilde Bermershein l’affidano al Monastero Benedettino di Disibodenberg, come allieva di Jutta, una giovane aristocratica ritiratosi in convento, che l’avvierà alla curiosità del sapere, e che sarà determinante nelle scelte che farà nella vita, come sarà determinante il monaco Volmar, assistente spirituale del convento e poi suo segretario, che la incoraggerà sempre a scrivere.
Sospinta da Jutta e grazie alla disponibilità della ricca biblioteca passa il suo tempo nel monastero allo studio.
Diventa suora a diciotto anni, “magistra” nel 1136, in sostituzione di Jutta, morta nel frattempo, e poi badessa.
Fin da bambina è coinvolta in esperienze visionarie, che l’accompagneranno per tutta la vita, le chiama “visioni di anima”, e le permettono di elaborare in senso cognitivo un percorso di pensiero fatto non di solo studio, ma di percezione e di intuizioni e che determineranno la sua filosofia, la sua poetica, la sua scrittura, la sua mistica e la sua personalità.
La sua esperienza è di natura profetica, non un’ unione dell’anima con Dio, ma
l’assunzione del ruolo d’ intermediaria tra Dio e l’umanità.
Anche se spesso si dichiara “incolta” è invece una donna di grande cultura, oltre a seguire i suoi interessi personali, si forma una cultura tradizionale che le permetterà di sostenere il suo ruolo di azione e di autorità.
Conosce le arti del Trivio (grammatica, dialettica e retorica) e quelle del Quadrivium (aritmetica, geometria, astronomia e musica), le sacre scritture, il latino, le scienze, e la filosofia sia cristiana che pagana, e si interessa inoltre di medicina.
Inquieta nel suo personale interpretare la vita monastica, reagisce ai costumi e alle regole del tempo e avvia una vita monastica non claustrale, ma di conversazione, di studio e di predicazione tra la gente.
Crea nel 1150 una comunità monastica femminile a Rupertsberg, nelle vicinanze del monastero e successivamente fonda nel 1165 un nuova struttura a Eibingen, dove cura ogni particolare dalla costruzione alla organizzazione.
Ildegarda è una monaca controcorrente e anticonformista, ma determinata, affascinante e convincente, tanto che riesce sempre a conquistare la benevolenza delle persone potenti, sia religiose che civili.
Personalità forte, scrive, discute, consiglia politici e grandi prelati.
Intraprende, tra il 1159 ed 1170, dei viaggi di predicazioni in tutta la Germania, Francia orientale e Belgio, lasciando con i suoi sermoni sempre tracce del suo pensare mistico e visionario.
È suora, scrittrice, musicista, cosmologa, filosofa, artista, drammaturga, guaritrice,
linguista, naturalista, filosofa, poetessa, consigliera politica, profetessa e compositrice.
Tra l’altro inventa un alfabeto personale, ed una lingua originale “Lingua Ignota”
Litterae_ignotae(lingua sconosciuta), una delle prime lingue artificiali create dall’essere umano, che usa in particolare nella sua comunità.
Muore il 17 settembre 1179, seppellita dapprima nel monastero di Rupersberg, i suoi resti sono raccolti in seguito nella cappella del priorato di Bingen, dove ancora oggi sono conservati.
Beatificata nel 1324, e proclamata santa a furor di popolo, malgrado quattro procedure non risulta ancor oggi canonizzata, rimanendo quindi a livello di sola beatificazione.

[ © LdV ]

"O uomo, guarda l’uomo: egli contiene in sé il cielo e le altre creature;
è una forma e in lui tutte le cose sono implicite."

Nota di Lorenzo de Vanne
Lo studio di questa Donna di Poesia ha comportato un lavoro di ricerca e di analisi complesso, sia per la particolarità della figura stessa, sia per il materiale consultabile.
Ildegarda è una mistica molto particolare,e scrive per tradurre in parole i suoi pensieri, ora visionari ora emozionali.
La sua poesia diventa quasi sempre poi un canto, una melodia sacra: sono brevi testi, scritti in latino colto, singolare, con un lessico simbolico, che conduce a diverse interpretazioni.
Io ho scelto alcuni testi tra quelli reperibili, che dal latino, con molta difficoltà ho tradotto in italiano, e sempre, nel mio procedere ho avuto la sensazione che quello che stavo leggendo e traducendo, fosse soltanto un involucro, un tabernacolo di quanto volesse veramente esprimere l’autrice.
La sua religiosità è indiscutibile, il suo pensiero d’evangelizzazione altrettanto chiaro, ma sento nei suoi scritti, una particolare percezione dell’essere umano in una maniera nuova per quel tempo, ed in particolare il sentire la donna, e la sfera del desiderio nella donna.
Ne sentiva e ne riconosceva la sacralità esprimendola poi attraverso i suoi canti a Maria, o alla verginità, o al sacro.
Preso da queste sensazioni, mi sono trovato davanti ad un testo (O clarissima mater…) un po’ confuso, tanto fa farmi travolgere, io stesso, dalla interpretazione “visionaria” o meglio “simbolista” del testo, del contenuto del testo, da procedere di conseguenza su due direzioni, che mi hanno condotto a due differenti versioni
La prima versione, diciamo logica e strutturale in riferimento al testo originale, mentre la seconda versione invece realizzata in “l’apnea” di questo vedere visonario…o simbolico, in una sensazioni di…"oltre”.
Troverete le due versioni alla fine dei testi poetici.
Non ritengo la cosa blasfema, né verso Ildegarda, né verso l’argomento trattato, e quindi affronto questo mia iniziativa con molta serenità, aspettandomi da voi, un parere sereno, e sincero.

ARROSSENDO

Quando tu chiamerai con voce limpida
avanzeranno
arrossendo dei loro figli
nel loro viaggio d’incertezza,
salvando così gli uomini
da questo malvagio inganno

CUM ERUBUERINT
Cum erubuerint
infelices in progenie sua,
procedentes
in peregrinatione casus,
tunc tu clamas clara voce,
hoc modo homines elevans
de isto malitioso casu.

L’AMORE ABBONDA

L’amore (divino) abbonda in ogni cosa
dal punto più profondo
a quello più sublime
oltre le stelle
e pieno è d’amore verso tutto
che al supremo Re
donò il bacio della pace
.

CARITAS ABUNDAT
Caritas abundat in omnia,
de imis excellentissima
super sidera,
atque amantissima in omnia,
quia summo Regi
osculum pacis dedit.

O STUPENDI VISI

O stupendi visi
voi che ammirate Dio e vi ergete nell’aurora (edificate all’aurora)
o beate vergini, voi che siete di grande nobiltà.
In tutto ciò il Re si è contemplato
e su di voi ha previsto tutti gli ornamenti celesti
come anche siete voi un giardino molto gradevole
odoroso di ogni bellezza.

O PULCHRAE FACIES.
O pulchrae facies,
Deum aspicientes et in aurora aedificantes,
o beatae virgines, quam nobiles estis.
In quibus Rex se consideravit,
cum in vobis omnia caelestia ornamenta praesignavit,
ubi etiam suavissimus hortus estis,
in omnibus ornamentis redolentes.

O NOBILISSIMA VIRIDITAS

O nobilissima viriditas, che hai radici nel sole,
e che riluci nella veste bianca della serenità
sulla ruota
che nessuna estensione terrena
contiene,
circondata dall’amplesso dei divini misteri.
Risplendi come la rossa aurora
E ardi come la fiamma del sole.

O NOBILISSIMA VIRIDITAS
O nobilissima viriditas,
quae radicas in sole,
et quae in candida serenitate luces
in rota,
quam nulla terrena excellentia
comprehendis,
tu circumdata es
amplexibus divinorum mysteriorum.
Tu rubes ut aurora,
et ardes ut solis flamma.

O ROSSO SANGUE

O rosso sangue
che scorri dall'alto
dove la divinità ti seduce.
Tu sei un fiore
che il respiro gelido del serpente
non può mai ferire

O RUBOR SANGUINIS
O rubor sanguinis
qui de excelso illo fluxisti,
quod Divinitas tetigit,
tu flos es,
quens hiems de flatu serpentis
nunquam laesit.

O CLARISSIMA MATER     (versione canonica)

O Madre raggiante di sacra medicina!
attraverso il tuo santo Figlio ci hai spalmato gli unguenti
sulle ferite che gemono di morte
che Eva ha aperto nel tormento delle anime.

Tu hai distrutto la morte,
costruendo la vita.
Prega per noi attraverso il tuo bambino,
Maria, stella del mare.

O strumento di vita
O ornamento di gioia,
la dolcezza di tutti i piaceri
che mai manca in te.
Prega per noi attraverso il tuo bambino,
Maria, stella del mare.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Prega per noi attraverso il tuo bambino,
Maria, stella del mare.

O CLARISSIMA MATER    (versione visionaria-simbolista)

O Madre splendente di sacro medicamento,
attraverso il tuo ventre
ci hai spalmato di unguenti
sulle ferite che gemono di sangue
che Eva [Lilith] ha aperto nel inquietudine dell’anima.

Tu hai distrutto la morte,
edificando la vita.
Difendici attraverso il tuo ventre
Donna, stilla di mare.

O strumento di vita
ornamento di gioia,
miele di tutti i piaceri
che dentro di te mai manca.
Difendici attraverso il tuo ventre
Donna, stilla di mare.

Onore al Prima, al Dopo, e al Sacro Respiro.
Difendici attraverso il tuo ventre
Donna, stilla di mare.

O CLARISSIMA MATER
O clarissima mater sanctae medicinae,
tu unguenta per sanctum Filium tuum
infudisti in plangentia vulnera mortis,
quae Eva aedificavit in tormenta animarum.
Tu destruxisti mortem
aedificando vitam.

Ora pro nobis ad tuum Natum
stella maris, Maria.

O vivificum instrumentum et laetum ornamentum
et dulcedo omnium deliciarum, quae in te non deficient.

Ora pro nobis ad tuum Natum
stella maris, Maria.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto.

Ora pro nobis ad tuum Natum
stella maris, Maria.

Tra le opere rimaste a noi ci sono oltre un centinaio di lettere a imperatori, a papi, vescovi, suore, e a nobili, ha scritto 72 canzoni tra cui una commedia in musica, fatto questo straordinario in quel tempo, dal titolo “Ordo Virtutum” dove mostra come un animo umano si allontana dalla Virtù per seguire il Diavolo, non potendo trovare la felicità torna alla Virtù.
Inoltre ci ha lasciato circa settanta poesie e nove libri, dei quali due sono i libri di consigli medici e farmaceutici, sul funzionamento del corpo umano e le proprietà delle erbe varie.
Ha anche scritto un commento sui Vangeli e un altro sul Credo di Atanasio.
Le sue liriche, la musica, il teatro così come alcuni scritti minori sono essenzialmente
hildegard-musiclegate allo svolgersi dell’anno liturgico, agli aspetti della vita comunitaria, compresi gli eventi dolorosi, come la morte.
Ma le sue opere principali sono tre libri di teologia: “Scivias” (Conosci le vie), “Liber Vitae Meritorum” (Libro dei meriti della vita), e “De Operatione Dei” (Libro delle opere divine).
Tutti e tre, ed in particolare il primo ed il terzo, fanno riferimento alle sue visioni, e sono scritti, su sollecitazione del monaco Volmar quando aveva già quarant’anni.
Sono riflessioni, spunti di pensiero filosofico, che si basano sulla sua esperienza di “visionaria”
Le visioni nelle sue descrizioni sono spesso enigmatiche ma profondamente coinvolgenti ed emozionanti.
In questi suoi libri sviluppa, uno dei suoi pilastri del suo pensiero, ovvero il concetto di “Viridas”, l’energia vitale intesa come rapporto filosofico tra l’uomo (con le sue riflessioni ed emozioni) e la natura (preziosa alleata per la sua salute).
Inoltre in questi suoi scritti emerge anche un aspetto importante del suo pensiero, ovvero l’idea di un Dio-Spirito dalle valenze femminili: il cosmo come grande uovo, e con la divinità chiaramente connotata come femminile che lo riscalda, lo feconda e lo rende vivo.
Sostiene inoltre che la verginità è il più alto livello della vita spirituale anche se si occupa della vita profana, come la maternità e il piacere dell’atto coniugale, che ne riconosce il fine sacro e universale.
Affronta, tra l’altro, in uno dei suoi libri, il piacere, e ne distingue le caratteristiche filosofiche, fisiologiche, ed erotiche.
"Quando nel maschio si fa sentire l'impulso sessuale (libido), qualcosa comincia come a turbinare dentro di lui come un mulino, poiché i suoi fianchi sono come la fucina in cui il midollo invia il fuoco affinché venga trasmesso ai genitali del maschio facendolo bruciare … Ma nella donna il piacere (delectatio) è paragonabile al sole, che con dolcezza, lievemente e con continuità imbeve la terra del suo calore, affinché produca i frutti, perché se la bruciasse in continuazione nuocerebbe ai frutti più che favorirne la nascita. Così nella donna il piacere con dolcezza, lievemente ma con continuità produce calore, affinché essa possa concepire e partorire, perché se bruciasse sempre per il piacere non sarebbe adatta a concepire e generare. Perciò, quando il piacere si manifesta nella donna, è più sottile che nell'uomo…"(da Liber causae et curae)
Studiosi moderni affermano che il pensiero di Ildegarda pone una stretta e sottile associazione tra musica e corpo femminile, la poesia e la sua musica riguardano l’anatomia del desiderio femminile, dandone dei connotati elevati e suggestivi, che ricorda, sotto certi aspetti, un’ altra grande interprete antica della femminilità, Saffo.
La sua sensibilità alla natura femminile ne fanno una grande interprete del suo
dal film vision di vanTrottaesprimere liberamente le idee e il pensiero, non come senso di liberazione della donna, ma come fatto naturale e di destinazione.
I suoi scritti trattano scienza, arte e religione insieme, il tutto è profondamente coinvolto in tutti e tre, e guarda a ciascuno per intuizioni che andranno ad arricchire la sua comprensione degli altri.
Il suo uso della parabola e della metafora, di simboli, immagini visive, e dei mezzi non verbali per comunicare rende il suo lavoro per raggiungere i molti che sono totalmente sordi ad approcci più standard.
Hildegard ha scritto e parlato a lungo della giustizia sociale, su come liberare gli oppressi, circa il dovere di fare in modo che ogni essere umano, fatto a immagine di Dio, ha l'opportunità di sviluppare e utilizzare i talenti che Dio gli ha dato, e per realizzare il suo potenziale innato.
La sua poesia, quasi sempre poi musicata, è spesso un insieme di gocce di erudizione, mostrando la sua cultura sia nella sua allusività profonda sia nella ricchezza del linguaggio.
[ © LdV ]

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[©traduzioni LdV] le traduzioni dal latino delle poesie di Ildegarda di Bingen qui pubblicate sono state curate da Lorenzo de Vanne


se volete saperne di più su Ildegarda potete consulatre questo sito:
http://www.letteraturaalfemminile.it/ildegardadibingen.htm

o se volete ascoltare altre composizioni musicali di Ildegrada di Bingen potete collegravi con questi video di youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=jMnXjLD7J24&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=yuy-OhRQL-c&feature=related


prima di avviare, ricordarsi di stoppare la musica di fondo del blog posto sulla colonna di destra)

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